Infestanti

  • Tarme

    La larva della tarma è conosciuto come un grave infestante. Può trarre il suo nutrimento non solo dai tessuti - in particolare lana - ma anche da molte altre fonti. Le tarme si nutrono di tessuti e fibre naturali. Le tarme preferiscono i tessuti sporchi e sono particolarmente attratte dai tappeti e dai vestiti che contengono sudore umano e residui di altri liquidi. Sono attratte in questi casi non tanto dal cibo ma dall'umidità. Le larve non bevono acqua, di conseguenza deve contenerne il loro cibo.
    Dalle uova escono larve che cominciano a nutrirsi  ed escono sotto forma di adulti. Gli adulti non mangiano: i maschi adulti cercano le femmine e le femmine cercano posti dove deporre le uova. Una volta terminata la riproduzione, muoiono. Contrariamente a quello che comunemente si crede, le tarme adulte non mangiano né causano danni a vestiti o tessuti. Sono le larve le uniche responsabili di questo, poiché passano la loro vita a mangiare e alla ricerca di cibo.
    Sia adulti che larve preferiscono luoghi scarsamente illuminati. I tappeti tessuti a mano sono tra le loro prede preferite, per la facilità con cui possono nascondersi nella loro parte inferiore, e da lì fare i loro danni. Si infilano anche negli zoccolini ai bordi delle stanze in cerca di aree buie dove poter trovare cibo.

  • Vespe

    Le vespe sono insetti utili all’ecosistema ma al tempo stesso possono essere dannose e pericolose per la salute.
    Si nutrono di frutta come mele, pere e prugne. La necessità di raccogliere legno per costruire i nidi può danneggiare i manufatti in legno delle costruzioni, le staccionate e talvolta anche i mobili da giardino.
    Le vespe hanno un ritmo di riproduzione rapido, 4-6 settimane dopo la deposizione delle uova, la prima generazione di operaie sfarfalla pronta a mettersi in cerca di cibo. Alla fine dell’estate il nido può contenere 20.000 o più vespe. In questo periodo sono particolarmente fastidiose infatti le operaie sono libere dalla necessità di raccogliere cibo per le larve e si dedicano alla ricerca di sostanze dolci come marmellate e sciroppi. Possono contaminare i cibi soprattutto se trattati con dolcificanti ed aromatizzanti.
    La puntura di vespa è molto pericolosa a causa dell’intensità del dolore che provoca: incidenti stradali inspiegabili sono stati talvolta attribuiti alla distrazione dei guidatori causata dalle vespe.
    Il pungiglione inietta nella vittima un veleno emolitico, emorragico e neurotossico con presenza di istamina che causa arrossamenti, gonfiori e lividi sulla pelle.
    Punture di vespe intorno alla gola possono creare ostruzioni delle vie respiratorie, difficoltà respiratorie, vomito, diarrea e orticaria. In caso di attacco di massa il pericolo principale è  lo shock anafilattico, derivante da punture ripetute, che può provocare addirittura la morte.

  • Volatili

    Piccioni e altri uccelli hanno sviluppato colonie molto prolifiche nelle nostre città utilizzando tetti, cornicioni, balconi, insegne luminose e tutte le superfici piane in genere come punto di appoggio.
    I volatili possono causare gravi problemi alla salute pubblica: piccioni, tortore, storni, gabbiani e passeri, sono tutti portatori di numerose malattie oltre a servire da veicolo per la diffusione di numerosi parassiti quali le zecche e le pulci.
    Siamo in grado di utilizzare strumenti diversificati: dall’installazione di barriere di tipo meccanico atte ad limitare la possibilità di posa degli uccelli sulle superfici all’uso di sistemi elettrici di dissuasione. Questi ultimi garantiscono un risultato immediato e definitivo e la loro installazione, effettuata da personale altamente specializzato, può essere realizzata su ogni tipo di struttura.

  • Zanzare

    Le zanzare appartengono ad una famiglia di insetti che conta circa 3540 specie. La loro caratteristica è la capacità di pungere altri animali e prelevarne il sangue. Per questa via la zanzara è in grado di trasmettere alla vittima microrganismi patogeni responsabili di malattie spesso mortali.
    Le uova delle zanzare, sono deposte in acqua stagnante dove le larve crescono  fino allo stadio adulto. Il ciclo vitale della zanzara è molto breve, i maschi hanno una vita spesso inferiore al mese e le femmine arrivano ai  3 o 4 mesi ma in questo periodo sono in grado di proliferare ad un ritmo rapidissimo. Possono sfruttare qualsiasi luogo ove sia presente acqua: dai sottovasi delle piante d’appartamento ai tombini o agli stagni; è per questa ragione che è difficilissimo contrastarne lo sviluppo.
    Le zanzare sono attratte dall’odore delle vittime, nel caso dell’uomo soprattutto dall’alito e dal sudore.
    Una volta raggiunto l'ospite, la femmina perfora la pelle fino a raggiungere un capillare sanguigno. Poi la zanzara introduce nella ferita la propria saliva che ha una funzione anticoagulante e anestetizzante per ridurre i tempi di  suzione del sangue  e permettere di completare il pasto prima della reazione della vittima. E’ in questo momento che la zanzara può trasmettere virus spesso causa di malattie mortali; in Italia fino a pochi decenni or sono la malaria era ancora presente in molte zone e anche oggi malattie come il favismo e l’anemia mediterranea hanno stretta correlazione con l’infezione da morso di zanzara. Oggi l'emergenza sanitaria è limitata alla diffusione della Dirofilariasi canina, che ha carattere epidemico in Pianura Padana ma ricordiamo che in Emilia Romagna abbiamo assistito nel 2007 alla comparsa di diversi casi di chikungunya, malattia febbrile virale trasmessa da questi insetti.

    La zanzara tigre chiamata così perchè vistosamente tigrata di bianco e nero è attiva durante il giorno e non solamente all'alba o al tramonto; indigena in zone tropicali e subtropicali e si sta adattando con successo anche a regioni più fredde come l’Italia.  Punge rapidamente riuscendo così a fuggire velocemente. Per ingerire la quantità necessaria allo sviluppo delle uova punge vari  ospiti agevolando la trasmissione di malattie da un individuo ad un altro come ad esempio la dirofilariasi dal cane all'uomo. Manifesta una forte resistenza a veleni comuni ed una straordinaria capacità di adattamento all'ambiente